Nostra Famiglia: finanziato dall'UE il progetto Include-Id

Rendere musei e istituzioni culturali luoghi in cui le persone con disabilità intellettiva possano partecipare in modo più autonomo e vivere esperienze costruite sui propri bisogni, interessi e modalità di interazione. Il kick-off meeting ha dato il via oggi a Bosisio Parini a INCLUDE-ID (Including people with intellectual disabilities in cultural institutions), progetto europeo coordinato dall’IRCCS Eugenio Medea e selezionato come Research and Innovation Action (RIA) nell’ambito del programma Horizon Europe (call HORIZON-CL2-2025-01-TRANSFO-09).
Il progetto nasce dalla necessità di affrontare un divario ancora significativo nell’accesso alla cultura. Nonostante i progressi compiuti sul fronte dell’accessibilità, le persone con disabilità intellettiva incontrano ancora ostacoli nella piena partecipazione alle esperienze culturali e le soluzioni disponibili sono spesso basate su percorsi facilitati standardizzati, che non riescono a tenere conto dell’ampia variabilità dei bisogni e delle caratteristiche individuali.
Uno degli elementi innovativi di INCLUDE-ID è l’impiego di strumenti digitali adattivi e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale per sviluppare esperienze culturali personalizzate, capaci di tenere conto dei diversi profili di funzionamento, degli interessi e dei bisogni individuali. Le tecnologie saranno integrate con pratiche educative e adattamenti multimodali e sperimentate con bambini, adolescenti e giovani adulti con disabilità intellettiva.
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''L’accessibilità museale si è spesso basata su percorsi facilitati pensati per rispondere in modo uniforme a bisogni che, in realtà, possono essere molto diversi da persona a persona'' spiega il dottor Rosario Montirosso, Coordinatore del progetto e responsabile del Centro 0-3 dell’IRCCS Eugenio Medea. ''INCLUDE-ID parte proprio da questa consapevolezza: non esiste un unico modo di rendere accessibile un’esperienza culturale. Le persone con disabilità intellettiva possono avere profili cognitivi e comunicativi, interessi e modalità di interazione molto differenti. Attraverso strumenti digitali adattivi e un uso etico dell’intelligenza artificiale vogliamo sviluppare esperienze capaci di adattarsi alla singola persona, valorizzandone caratteristiche, interessi e modalità di partecipazione. L’obiettivo è fare in modo che ciascuno possa vivere l’esperienza culturale con maggiore autonomia, secondo i propri modi e i propri tempi''.
Il progetto lavorerà lungo quattro direttrici principali:
a) comprendere i bisogni delle persone con disabilità intellettiva e delle istituzioni culturali;
b) co-progettare e sperimentare esperienze inclusive e personalizzate attraverso strumenti digitali adattivi e un utilizzo etico dell’intelligenza artificiale;
c) promuovere autonomia, partecipazione e opportunità di inclusione sociale e lavorativa lungo diverse fasi della vita; d) tradurre i risultati della ricerca in buone pratiche e raccomandazioni utili alle istituzioni e alle politiche pubbliche.
L’obiettivo finale è contribuire a un cambiamento più ampio nel modo di concepire l’accessibilità culturale: non più soltanto rimuovere le barriere all’ingresso, ma creare ambienti capaci di adattarsi alle persone, riconoscendo la diversità dei modi di comprendere, comunicare, partecipare e vivere l’esperienza culturale.
Un principio centrale di INCLUDE-ID è il coinvolgimento diretto delle persone con disabilità intellettiva e delle persone che fanno parte dei loro contesti di vita. Bambini, giovani adulti, famiglie, educatori, insegnanti e professionisti delle istituzioni culturali saranno coinvolti nella co-progettazione e valutazione dei nuovi percorsi, affinché le soluzioni sviluppate rispondano a bisogni reali e possano essere trasferite in contesti differenti.
Il progetto quadriennale riunisce un consorzio di 10 partner provenienti da 7 Paesi – Italia, Svizzera, Regno Unito, Norvegia, Austria, Germania e Belgio – mettendo insieme competenze nell’ambito della disabilità intellettiva, delle neuroscienze e della psicologia, dell’educazione, del design inclusivo, delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale.
Tra i partner figura anche la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministero per le Disabilità, il cui coinvolgimento contribuirà a favorire il trasferimento dei risultati scientifici e delle soluzioni sviluppate verso le politiche pubbliche e a promuovere modelli replicabili in altre istituzioni culturali a livello nazionale ed europeo.
La sperimentazione si articolerà in due principali percorsi, rivolti a diverse fasi della vita.
In Italia, il progetto coinvolgerà bambini e adolescenti con disabilità intellettiva, insieme alle loro famiglie e alle scuole, nella progettazione e sperimentazione di percorsi di visita inclusivi e personalizzati. Le attività si svolgeranno in Lombardia presso la Fondazione Luigi Rovati a Milano, Villa Panza a Varese e Palazzo Moroni a Bergamo.
Nel Regno Unito, INCLUDE-ID coinvolgerà giovani adulti con disabilità intellettiva presso il National Botanic Garden of Wales. In questo contesto, i partecipanti non saranno soltanto fruitori dell’esperienza culturale, ma saranno coinvolti attivamente come guide e mediatori, con l’obiettivo di promuovere competenze, autonomia e nuove opportunità di partecipazione sociale e lavorativa.
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