Rapine ad Acqua e Sapone e in due farmacie di Monticello e Merate: barzanese condannato a cinque anni

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Cinque anni, tre mesi e dieci giorni di reclusione, oltre ad una multa di 2mila euro. E' la pena inflitta ieri mattina dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Lecco, Salvatore Catalano, ad un barzanese classe 1993, tratto in arresto lo scorso febbraio dai Carabinieri della Stazione di Cremella poiché ritenuto responsabile di due rapine messe a segno ai danni di altrettanti esercizi ed attività commerciali del Casatese. 
L'uomo (cittadinanza marocchina, seppur in Italia da parecchi anni) martedì 15 settembre è stato tradotto a palazzo di giustizia dal carcere di Pavia, dove si trova attualmente ristretto dopo un primo periodo trascorso nel penitenziario di Pescarenico. 
Difeso di fiducia dall'avvocato Sonia Bova - ieri sostituita dalla collega Tania De Fazio - il giovane ha scelto di avvalersi del rito abbreviato (che consente lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna), confermando anche durante l'udienza di ieri, l'atteggiamento all'insegna della collaborazione che aveva caratterizzato anche le fasi successive al suo arresto.
Già dinnanzi al Gip Gianluca Piantadosi infatti, il marocchino - destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere – aveva ammesso le proprie responsabilità rispetto ai due episodi che gli venivano contestati nell'ordinanza.
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Era stato lui infatti, a varcare – nel settembre 2025 – l'ingresso del punto vendita di Acqua e Sapone, sulla SP51 a Barzanò. Armato di coltello e con il volto travisato, in quella circostanza il 32enne aveva minacciato i cassieri dell'esercizio commerciale, asportando oltre 1000 euro di incasso. Un episodio analogo a quello avvenuto nel febbraio 2026, stavolta ai danni de La Farmacia di Monticello. In questo caso il giovane – entrato in azione con il viso parzialmente coperto da occhiali e berretto – aveva minacciato i dipendenti con l'ausilio di un'accetta, facendosi consegnare oltre 1300 euro in contanti. 
Eseguiti i sopralluoghi ed avviate le indagini, i militari dell’Arma - coordinati dalla Procura della Repubblica di Lecco – avevano analizzato i filmati estrapolati dai sistemi di videosorveglianza e, dopo aver acquisito una serie di testimonianze utili, erano riusciti a risalire all’identità dell’autore, stringendo appunto il cerchio intorno al barzanese. 
Determinanti si erano rivelati (anche) i tatuaggi del giovane che nel febbraio scorso era stato prelevato dalla sua abitazione di Barzanò – condivisa con la mamma e il fratello - e tradotto presso la Casa Circondariale di Lecco, a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Tre giorni più tardi, l'approdo in Aula per l'interrogatorio di garanzia: in quella circostanza, nel ricondurre i due episodi ad alcune difficoltà di natura economica, oltre che a una dipendenza da stupefacenti (ndr), l'indagato aveva altresì ammesso le proprie responsabilità in relazione a un terzo episodio: una rapina (con coltello) ai danni della farmacia di Merate che affaccia sulla sp 342 dir, nel settembre 2025, qualche giorno prima del ''colpo'' ad Acqua e Sapone. 
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Tornando all'udienza di ieri, se il sostituto procuratore Pasquale Esposito – titolare del fascicolo - ha chiesto la condanna dell'imputato alla pena di cinque anni e sei mesi (riconoscendo le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti), la sentenza disposta dal giudice Catalano è stata un poco più mite: cinque anni, tre mesi e dieci giorni di reclusione, oltre ad una multa di 2mila euro. 
Conclusa l’udienza, il 33enne – che nel recente passato aveva scontato anche una condanna per maltrattamenti - ha fatto rientro nel carcere pavese, dove potrà scontare la pena inflittagli, salvo che nelle prossime settimane la difesa presenti un’istanza per chiedere l’eventuale modifica della misura, magari a favore di una comunità.
G.C.
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