Sfrattata da casa e senza lavoro
Gentile Redazione,
vi contatto per sottoporre alla vostra attenzione una vicenda di grave precarietà lavorativa ed emergenza abitativa che si sta consumando nel nostro territorio, tra i comuni di Barzanò e Galbiate, e che vedrà il suo culmine drammatico il prossimo 6 novembre, data fissata per uno sfratto esecutivo.
Sono una madre e vivo con mia figlia di 20 anni, iscritta alle categorie protette e attualmente in terapia medica per gravi stati d'ansia dovuti a questa situazione. Con noi vive anche la nostra famiglia felina: una colonia di circa 20 gatti, tutti regolarmente censiti, sani e provvisti di microchip.
Dopo una serie di impieghi precari e turni insostenibili nel settore delle pulizie, a febbraio di quest'anno avevo finalmente trovato stabilità a Galbiate, assunta a tempo indeterminato presso la residenza di una nota famiglia del panorama musicale italiano. I datori di lavoro erano a conoscenza della mia situazione di vulnerabilità e dell'imminente sfratto.
Tuttavia, lo scorso 22 luglio, al mio primo giorno di assenza per un improvviso malessere, sono stata licenziata in tronco la sera stessa della comunicazione della malattia, liquidata con appena due settimane di stipendio.
Oggi, senza una busta paga e con la sola NASpI, mi è impossibile accedere al mercato degli affitti privati.
Con l'ufficiale giudiziario alle porte per il 6 novembre, la mia priorità assoluta è mettere in salvo i miei animali.
Supportata dall'associazione Zampamica e da altre realtà locali, sto cercando con massima urgenza stalli temporanei, adozioni del cuore e un aiuto concreto per il trasloco, prima che la mia famiglia finisca in mezzo alla strada.
vi contatto per sottoporre alla vostra attenzione una vicenda di grave precarietà lavorativa ed emergenza abitativa che si sta consumando nel nostro territorio, tra i comuni di Barzanò e Galbiate, e che vedrà il suo culmine drammatico il prossimo 6 novembre, data fissata per uno sfratto esecutivo.
Sono una madre e vivo con mia figlia di 20 anni, iscritta alle categorie protette e attualmente in terapia medica per gravi stati d'ansia dovuti a questa situazione. Con noi vive anche la nostra famiglia felina: una colonia di circa 20 gatti, tutti regolarmente censiti, sani e provvisti di microchip.
Dopo una serie di impieghi precari e turni insostenibili nel settore delle pulizie, a febbraio di quest'anno avevo finalmente trovato stabilità a Galbiate, assunta a tempo indeterminato presso la residenza di una nota famiglia del panorama musicale italiano. I datori di lavoro erano a conoscenza della mia situazione di vulnerabilità e dell'imminente sfratto.
Tuttavia, lo scorso 22 luglio, al mio primo giorno di assenza per un improvviso malessere, sono stata licenziata in tronco la sera stessa della comunicazione della malattia, liquidata con appena due settimane di stipendio.
Oggi, senza una busta paga e con la sola NASpI, mi è impossibile accedere al mercato degli affitti privati.
Con l'ufficiale giudiziario alle porte per il 6 novembre, la mia priorità assoluta è mettere in salvo i miei animali.
Supportata dall'associazione Zampamica e da altre realtà locali, sto cercando con massima urgenza stalli temporanei, adozioni del cuore e un aiuto concreto per il trasloco, prima che la mia famiglia finisca in mezzo alla strada.
Lettera firmata



















