CAB celebra cinquant'anni di storia: festa a LarioFiere
Una storia lunga mezzo secolo, fatta di impegno, professionalità e passione. Ieri sera CAB Polidiagnostico ha festeggiato i cinquant'anni di attività con un grande evento organizzato presso LarioFiere di Erba, che ha riunito dipendenti, collaboratori, amici e chi – più in generale - in questi cinque decenni ha incrociato la propria strada con quella dell'azienda nata nel lontano 1976 a Barzanò.

Una realtà familiare fondata dal compianto Franco Godina, all'epoca tecnico di laboratorio, insieme alla moglie Mariangela Perego, pediatra in servizio presso l'ospedale Mandic di Merate, che ha saputo stare al passo con i tempi, sfidare l'evoluzione e le insidie di protocolli e normative, affermandosi oggi quale uno dei principali operatori della sanità privata. Un punto di riferimento per il territorio della Brianza e non solo, con 16 centri medici, 50 punti prelievi, 250 dipendenti e oltre 800 collaboratori, tra medici e professionisti.

''CAB ha saputo fare il grande salto grazie ad impegno costante e grande passione'' ha detto il giornalista Fabio D'Annunzio, voce di Eurosport, che ha condotto la parte più istituzionale della serata, dopo l'iniziale buffet. A salire sul palco, rivolgendosi ad un pubblico davvero numeroso, è stato l'AD Paolo Godina, volto e anima dell'azienda nata a Barzanò.

''La nostra forza sono le persone'' ha detto a più riprese. ''Una grande squadra composta dallo staff, dai clienti, dai fornitori e dai medici. Il nostro progetto si è rivelato giusto e vincente'' ha aggiunto, rivolgendo un pensiero affettuoso alla mamma seduta in prima fila e al padre, scomparso nel 2018.

Senza nascondere le difficoltà incontrate nei primi anni e i molteplici ostacoli superati dall'azienda, Godina ha citato le persone che lo hanno sostenuto in questo percorso, chiamando sul palco al suo fianco, un collaboratore fidato, amico e socio che lo accompagna in questa avventura da ventitre anni: Marco Canzi.

''Voglio ricordare innanzitutto Franco'' ha esordito il CFO, evidenziando la forza di CAB che ha saputo affermarsi quale operatore della sanità privata grazie alle prestazioni offerte e alla capillare attività svolta nel campo della prevenzione. Il tutto con l'obiettivo di offrire un supporto nell'ambito del benessere e della qualità della vita.

''Il connubio tra pubblico e privato è un elemento di valore'' ha aggiunto, richiamando un concetto espresso poco prima dal sottosegretario di Regione Lombardia Mauro Piazza, intervenuto alla serata unitamente alla presidente della Provincia di Lecco, Alessandra Hofmann e ad alcuni sindaci del territorio tra cui Gualtiero Chiricò di Barzanò, Mattia Salvioni di Merate e Marco Magni di Robbiate.

Nel proseguire con il racconto della storia di CAB, Paolo Godina ha chiamato al suo fianco sul palco anche il fratello Matteo, fisioterapista e socio che, ad un certo punto del percorso aziendale, ha voluto coinvolgere attivamente. ''La nostra forza è quella di saper di raggiungere insieme lo stesso obiettivo'' ha detto, con il sorriso, evidenziando la bellezza di un rapporto che si fonda sul rispetto e la stima reciproci.

Un pensiero è stato rivolto anche a Roberto Moioli, già direttore commerciale di CAB, mancato un lustro fa. ''Mi ha fatto capire che eravamo diventati un'azienda e che la gestione non poteva più essere familiare'' ha proseguito Paolo Godina, che ha poi citato il socio Nicola Bedin, fondatore del gruppo Lifenet Healthcare con il quale nel 2023 è stata stretta un'importante partnership.

''Oggi siamo una grande realtà, due famiglie che lavorano insieme'' ha concluso, al termine di un racconto costellato di cambiamenti e sfide che si sono rivelati vincenti.

Non solo salute: CAB rappresenta un punto di riferimento anche per lo sport. Proprio per questa ragione la serata di ieri ha ospitato due atleti di spessore: Stefano Baldini e Igor Cassina, ori olimpici ad Atene 2004. ''Mi emoziono ogni volta che guardo i video delle loro imprese'' ha aggiunto Paolo Godina.

E così la serata per celebrare l'azienda nata a Barzanò si è trasformata in un elogio alla passione, alla costanza e all'impegno che – uniti al talento – sanno dare i loro frutti. Perchè lo sport, è uno strumento di promozione della salute e anche un mezzo di crescita sociale.

Baldini ha raccontato la passione per la corsa, metafora della vita: ''la maratona è un viaggio dentro te stesso e con te stesso'' ha detto, evidenziando come i risultati siano arrivati al culmine di un percorso fatto di dedizione e sacrifici.

Oggi è allenatore, dunque accompagna e forma giovani generazioni di atleti. Ma il suo percorso in pista, non lo ha certo scordato e la corsa ancora oggi fa parte della sua vita: ''correndo riesco a trovare risposte e soluzioni'' ha concluso, augurando alla grande famiglia CAB ''altri cinquant'anni di successi. Al di là dell'azienda, vedo tanta passione e sentimento''.

Altrettanto appassionante la testimonianza di Igor Cassina, ginnasta il cui esercizio eseguito alla sbarra ad Atene 2004 è rimasto nei ricordi di tantissimi di noi, anche di chi ieri sera ha potuto ascoltare il suo racconto. ''Il mio punto di forza è sempre stata la testa. Ero un visionario, un concetto che mi hanno tramandato i miei genitori'' ha detto, ammettendo in effetti di essere riuscito ad eseguire esercizi che ad altri parevano impossibili, tra cui quello delle olimpiadi che gli è valso l'oro.

''Era davvero complesso, pazzesco, ma molti non ci credevano, lo ritenevano azzardato'' ha concluso, rivelando anche i momenti difficili della sua carriera, costellata tuttavia di grandi soddisfazioni.

E così, l'esempio di due olimpionici ha suggellato una serata straordinaria per CAB, già proiettata verso nuovi, ambiziosi traguardi.

Alcune immagini della serata
Una realtà familiare fondata dal compianto Franco Godina, all'epoca tecnico di laboratorio, insieme alla moglie Mariangela Perego, pediatra in servizio presso l'ospedale Mandic di Merate, che ha saputo stare al passo con i tempi, sfidare l'evoluzione e le insidie di protocolli e normative, affermandosi oggi quale uno dei principali operatori della sanità privata. Un punto di riferimento per il territorio della Brianza e non solo, con 16 centri medici, 50 punti prelievi, 250 dipendenti e oltre 800 collaboratori, tra medici e professionisti.

''CAB ha saputo fare il grande salto grazie ad impegno costante e grande passione'' ha detto il giornalista Fabio D'Annunzio, voce di Eurosport, che ha condotto la parte più istituzionale della serata, dopo l'iniziale buffet. A salire sul palco, rivolgendosi ad un pubblico davvero numeroso, è stato l'AD Paolo Godina, volto e anima dell'azienda nata a Barzanò.

Il giornalista Fabio D'Annunzio che ha condotto la serata
''La nostra forza sono le persone'' ha detto a più riprese. ''Una grande squadra composta dallo staff, dai clienti, dai fornitori e dai medici. Il nostro progetto si è rivelato giusto e vincente'' ha aggiunto, rivolgendo un pensiero affettuoso alla mamma seduta in prima fila e al padre, scomparso nel 2018.

Senza nascondere le difficoltà incontrate nei primi anni e i molteplici ostacoli superati dall'azienda, Godina ha citato le persone che lo hanno sostenuto in questo percorso, chiamando sul palco al suo fianco, un collaboratore fidato, amico e socio che lo accompagna in questa avventura da ventitre anni: Marco Canzi.

Il CFO Marco Canzi e a destra l'AD Paolo Godina
''Voglio ricordare innanzitutto Franco'' ha esordito il CFO, evidenziando la forza di CAB che ha saputo affermarsi quale operatore della sanità privata grazie alle prestazioni offerte e alla capillare attività svolta nel campo della prevenzione. Il tutto con l'obiettivo di offrire un supporto nell'ambito del benessere e della qualità della vita.

''Il connubio tra pubblico e privato è un elemento di valore'' ha aggiunto, richiamando un concetto espresso poco prima dal sottosegretario di Regione Lombardia Mauro Piazza, intervenuto alla serata unitamente alla presidente della Provincia di Lecco, Alessandra Hofmann e ad alcuni sindaci del territorio tra cui Gualtiero Chiricò di Barzanò, Mattia Salvioni di Merate e Marco Magni di Robbiate.

Ultimo a destra Matteo Godina
Nel proseguire con il racconto della storia di CAB, Paolo Godina ha chiamato al suo fianco sul palco anche il fratello Matteo, fisioterapista e socio che, ad un certo punto del percorso aziendale, ha voluto coinvolgere attivamente. ''La nostra forza è quella di saper di raggiungere insieme lo stesso obiettivo'' ha detto, con il sorriso, evidenziando la bellezza di un rapporto che si fonda sul rispetto e la stima reciproci.

Un pensiero è stato rivolto anche a Roberto Moioli, già direttore commerciale di CAB, mancato un lustro fa. ''Mi ha fatto capire che eravamo diventati un'azienda e che la gestione non poteva più essere familiare'' ha proseguito Paolo Godina, che ha poi citato il socio Nicola Bedin, fondatore del gruppo Lifenet Healthcare con il quale nel 2023 è stata stretta un'importante partnership.

''Oggi siamo una grande realtà, due famiglie che lavorano insieme'' ha concluso, al termine di un racconto costellato di cambiamenti e sfide che si sono rivelati vincenti.

Stefano Baldini si racconta
Non solo salute: CAB rappresenta un punto di riferimento anche per lo sport. Proprio per questa ragione la serata di ieri ha ospitato due atleti di spessore: Stefano Baldini e Igor Cassina, ori olimpici ad Atene 2004. ''Mi emoziono ogni volta che guardo i video delle loro imprese'' ha aggiunto Paolo Godina.

E così la serata per celebrare l'azienda nata a Barzanò si è trasformata in un elogio alla passione, alla costanza e all'impegno che – uniti al talento – sanno dare i loro frutti. Perchè lo sport, è uno strumento di promozione della salute e anche un mezzo di crescita sociale.

Baldini ha raccontato la passione per la corsa, metafora della vita: ''la maratona è un viaggio dentro te stesso e con te stesso'' ha detto, evidenziando come i risultati siano arrivati al culmine di un percorso fatto di dedizione e sacrifici.

Oggi è allenatore, dunque accompagna e forma giovani generazioni di atleti. Ma il suo percorso in pista, non lo ha certo scordato e la corsa ancora oggi fa parte della sua vita: ''correndo riesco a trovare risposte e soluzioni'' ha concluso, augurando alla grande famiglia CAB ''altri cinquant'anni di successi. Al di là dell'azienda, vedo tanta passione e sentimento''.

L'intervista a Igor Cassina
Altrettanto appassionante la testimonianza di Igor Cassina, ginnasta il cui esercizio eseguito alla sbarra ad Atene 2004 è rimasto nei ricordi di tantissimi di noi, anche di chi ieri sera ha potuto ascoltare il suo racconto. ''Il mio punto di forza è sempre stata la testa. Ero un visionario, un concetto che mi hanno tramandato i miei genitori'' ha detto, ammettendo in effetti di essere riuscito ad eseguire esercizi che ad altri parevano impossibili, tra cui quello delle olimpiadi che gli è valso l'oro.

''Era davvero complesso, pazzesco, ma molti non ci credevano, lo ritenevano azzardato'' ha concluso, rivelando anche i momenti difficili della sua carriera, costellata tuttavia di grandi soddisfazioni.

E così, l'esempio di due olimpionici ha suggellato una serata straordinaria per CAB, già proiettata verso nuovi, ambiziosi traguardi.



















