Barzanò: il 23 presentazione del testo inedito di Odilla Agrati
Un libro che affronta la memoria, il dolore della perdita e il bisogno di dare voce alle emozioni dei più piccoli.
Sono questi i temi affrontati all’interno del testo inedito intitolato Pianto antico, scritto da Odilla Agrati, insegnante della scuola primaria A. Sassi di Renate.
In occasione della prima presentazione del libro, che andrà in scena venerdì 23 ottobre a partire dalle ore 18 alla libreria Peregolibri di Barzanò, abbiamo avuto l’occasione di parlare direttamente con l’autrice, che ci ha raccontato il percorso che l’ha portata alla scrittura del racconto vincitore della XII Edizione del Premio Internazionale Letterario Città di Como (2025) nella sezione Autobiografia.
Il libro, pubblicato questo mese dalla casa editrice Ares Edizioni di Milano, nasce dalle riflessioni di Odilla che, in seguito alla più recente scomparsa della madre, ha avuto la possibilità di confrontarsi con una vicenda dolorosa legata alla propria infanzia, ovvero la malattia e la morte del fratello minore.
''Ho iniziato a scrivere questo libro in un momento molto particolare della mia vita, in cui mi sono trovata a vivere il dolore e la perdita. Questo ha contribuito a riattivare in me ricordi ed emozioni di quando ero più piccola e, all'età di cinque anni, persi mio fratello in seguito ad un tumore al cervelletto'' ci ha spiegato la scrittrice.
La necessità di mettere queste sensazioni nero su bianco, come ci ha raccontato, è la conseguenza di un mondo in cui si prende sempre più distanza dalla morte, che viene percepita come qualcosa di lontano, intangibile, eppure raccontata quotidianamente sui social e in tv.
Il tema della perdita, dunque, attraversa il libro dall’inizio alla fine: un lungo fil rouge che vuole portare luce e attenzione sull’importanza del vivere questo momento dell'esistenza come qualcosa di naturale.
''Oggi, data anche l’ampia esposizione mediatica alle tragedie, siamo portati a rimuovere la morte dai nostri pensieri. Io penso invece che sia qualcosa con cui fare i conti, per affrontarla in maniera più semplice quando ci tocca da vicino'' ha spiegato.
''Solitamente quando assistiamo al racconto del lutto, ci viene proposto in punto di vista degli adulti. Nel mio libro, invece, ho cercato di spiegare che anche durante l’infanzia possiamo comprendere ed interpretare con sensibilità la morte e le sue conseguenze'' ha continuato Agrati, parlando di un libro che ha tra gli intenti anche quello di restituire spazio e dignità alle emozioni di una bambina che si trova a vivere una perdita così grande e profonda.
All’interno del racconto, poi, la scrittrice ha deciso di intrecciare la vicenda familiare con il ritratto dell’Italia dell’epoca, ricostruita mediante alcuni avvenimenti che hanno segnato l’inizio degli anni Ottanta.
Tra questi, ricordiamo l’attentato a Papa Giovanni Paolo II, il terremoto dell’Irpinia e la vicenda di Alfredino Rampi.
Oltre alle vicende storiche, poi, vengono proposte anche memorie legate agli oggetti, come le videocassette, il walkman o il telefono con la rotella. Una realtà lontana da quella odierna, che permette di riflettere anche sulla velocità delle notizie nel mondo di oggi.
''Questo racconto vuole evocare anche un’Italia che non c’è più, ma che ha contribuito a creare il mondo in cui viviamo'' ha aggiunto l’autrice.
Tutto questo discorso, dunque, ci riporta a parlare del prestigioso riconoscimento ottenuto dall’autrice originaria di Renate lo scorso anno.
Dopo aver condiviso il suo racconto con un’amica, infatti, Odilla ha deciso di presentarlo al Premio Letterario Internazionale Città di Como.
''Il fatto di aver vinto mi ha davvero sorpresa, perchè è testimonianza del fatto che il mio racconto sia riuscito ad arrivare alle persone'' ci ha confidato la scrittrice, spiegandoci come il suo libro sia stato l’unico inedito ad essere arrivato in finale.
La vittoria, poi, ha attirato l’attenzione della casa editrice indipendente milanese Ares che, come dicevamo, ha recentemente pubblicato il volume.
Quella di venerdì 23 ottobre sarà dunque la prima occasione in cui Odilla Agrati presenterà il suo libro: l’appuntamento, previsto per le ore 18 alla Peregolibri di Barzanò, sarà un vero e proprio Aperitivo letterario nel corso del quale i presenti avranno modo di ascoltare la scrittrice mentre “ricompone i frammenti della suo infanzia”.
Il prossimo incontro di presentazione di Pianto antico è previsto per il 5 novembre presso la sala consiliare di Renate.
Sono questi i temi affrontati all’interno del testo inedito intitolato Pianto antico, scritto da Odilla Agrati, insegnante della scuola primaria A. Sassi di Renate.

La scrittrice Odilla Agrati con la sua ultima pubblicazione
In occasione della prima presentazione del libro, che andrà in scena venerdì 23 ottobre a partire dalle ore 18 alla libreria Peregolibri di Barzanò, abbiamo avuto l’occasione di parlare direttamente con l’autrice, che ci ha raccontato il percorso che l’ha portata alla scrittura del racconto vincitore della XII Edizione del Premio Internazionale Letterario Città di Como (2025) nella sezione Autobiografia.
Il libro, pubblicato questo mese dalla casa editrice Ares Edizioni di Milano, nasce dalle riflessioni di Odilla che, in seguito alla più recente scomparsa della madre, ha avuto la possibilità di confrontarsi con una vicenda dolorosa legata alla propria infanzia, ovvero la malattia e la morte del fratello minore.
''Ho iniziato a scrivere questo libro in un momento molto particolare della mia vita, in cui mi sono trovata a vivere il dolore e la perdita. Questo ha contribuito a riattivare in me ricordi ed emozioni di quando ero più piccola e, all'età di cinque anni, persi mio fratello in seguito ad un tumore al cervelletto'' ci ha spiegato la scrittrice.
La necessità di mettere queste sensazioni nero su bianco, come ci ha raccontato, è la conseguenza di un mondo in cui si prende sempre più distanza dalla morte, che viene percepita come qualcosa di lontano, intangibile, eppure raccontata quotidianamente sui social e in tv.
Il tema della perdita, dunque, attraversa il libro dall’inizio alla fine: un lungo fil rouge che vuole portare luce e attenzione sull’importanza del vivere questo momento dell'esistenza come qualcosa di naturale.
''Oggi, data anche l’ampia esposizione mediatica alle tragedie, siamo portati a rimuovere la morte dai nostri pensieri. Io penso invece che sia qualcosa con cui fare i conti, per affrontarla in maniera più semplice quando ci tocca da vicino'' ha spiegato.

Un'immagine della premiazione del concorso Premio Internazionale Letterario Città di Como
''Solitamente quando assistiamo al racconto del lutto, ci viene proposto in punto di vista degli adulti. Nel mio libro, invece, ho cercato di spiegare che anche durante l’infanzia possiamo comprendere ed interpretare con sensibilità la morte e le sue conseguenze'' ha continuato Agrati, parlando di un libro che ha tra gli intenti anche quello di restituire spazio e dignità alle emozioni di una bambina che si trova a vivere una perdita così grande e profonda.
All’interno del racconto, poi, la scrittrice ha deciso di intrecciare la vicenda familiare con il ritratto dell’Italia dell’epoca, ricostruita mediante alcuni avvenimenti che hanno segnato l’inizio degli anni Ottanta.
Tra questi, ricordiamo l’attentato a Papa Giovanni Paolo II, il terremoto dell’Irpinia e la vicenda di Alfredino Rampi.
Oltre alle vicende storiche, poi, vengono proposte anche memorie legate agli oggetti, come le videocassette, il walkman o il telefono con la rotella. Una realtà lontana da quella odierna, che permette di riflettere anche sulla velocità delle notizie nel mondo di oggi.
''Questo racconto vuole evocare anche un’Italia che non c’è più, ma che ha contribuito a creare il mondo in cui viviamo'' ha aggiunto l’autrice.
Tutto questo discorso, dunque, ci riporta a parlare del prestigioso riconoscimento ottenuto dall’autrice originaria di Renate lo scorso anno.
Dopo aver condiviso il suo racconto con un’amica, infatti, Odilla ha deciso di presentarlo al Premio Letterario Internazionale Città di Como.
''Il fatto di aver vinto mi ha davvero sorpresa, perchè è testimonianza del fatto che il mio racconto sia riuscito ad arrivare alle persone'' ci ha confidato la scrittrice, spiegandoci come il suo libro sia stato l’unico inedito ad essere arrivato in finale.
La vittoria, poi, ha attirato l’attenzione della casa editrice indipendente milanese Ares che, come dicevamo, ha recentemente pubblicato il volume.
Il prossimo incontro di presentazione di Pianto antico è previsto per il 5 novembre presso la sala consiliare di Renate.
S.L.F.
Date evento
venerdì, 23 ottobre 2026



















