Casatenovo: a Villa Facchi ripercorse le tappe del PCI nella storia del paese

Una storia politica e sociale che ha attraversato quasi mezzo secolo e che ha avuto il merito di avvicinare i cittadini al mondo del diritto al lavoro. Potremmo riassumere così il ruolo che ha assunto il Partito Comunista Italiano nel Paese e, nel suo piccolo, nel Comune di Casatenovo.
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Al microfono il sindaco Filippo Galbiati

Nella mattinata di sabato 24 ottobre, a partire dalle ore 10, la sala civica di Villa Facchi ha infatti ospitato la presentazione del volume ''Una piccola storia del Novecento in Brianza. L'esperienza Comunista a Casatenovo 1945-1991'', un progetto a cura di Giulia Spada, che ha offerto ai lettori una fotografia della storia del PCI sul territorio (ne avevamo già parlato QUI).
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L’incontro che si è svolto in mattinata, è stato in grado di raccogliere in un unico spazio diversi protagonisti di quella stagione, entrata nel vivo tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, tra cui amministratori e rappresentati politici, che hanno ripercorso insieme al pubblico presente alcuni momenti importanti della storia del partito, evidenziando l’impatto avuto su Casatenovo.
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Ad aprire gli interventi, le parole di Alfonso Galbusera, già consigliere comunale di minoranza (tra le fila ovviamente del PCI) e collaboratore di Spada nella sua ricerca, che ha voluto ringraziare i compagni e le compagne che hanno collaborato alla realizzazione del volume, così come Andrea Pirovano per l’archivio fotografico messo a disposizione e il Comune di Casatenovo per il patrocinio.
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Galbusera si è anche voluto togliere qualche sassolino dalla scarpa, esprimendo la sua opinione in merito alle polemiche legate all’iniziativa che erano state sollevate la scorsa settimana da Fratelli d'Italia, in particolare da Giacomo Zamperini, consigliere regionale; quest'ultimo aveva puntato il dito contro il patrocinio concesso dal Comune all'iniziativa, ma anche contro il celebre logo con falce e martello su sfondo rosso, condiviso sul volantino dedicato all'incontro (ne avevamo parlato QUI).
''Il simbolo che esponiamo oggi ha rappresentato per anni l’unione tra gli operai e i contadini'' ha voluto chiarire Galbusera, dichiarandosi allibito dalle dichiarazioni espresse da FdI e apprese tramite la stampa.
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Al microfono il consigliere regionale Gian Mario Fragomeli

La parola è passata dunque al primo cittadino Filippo Galbiati, che ha voluto riflettere in merito al fenomeno della verticalizzazione, che caratterizza la politica odierna.
''Con la fine della Prima Repubblica, abbiamo assistito ad una progressiva mancanza di sviluppo orizzontale della politica'' ha affermato il sindaco, sottolineando invece come il PCI abbia rappresentato a Casatenovo uno spazio capace di guardare alle persone più fragili e in difficoltà.
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Spazio poi all’intervento del consigliere regionale Gian Mario Fragomeli, che ha ricordato come la storia casatese abbia avuto ripercussioni su tutto il territorio, lasciando un'eredità importante; basti pensare che il partito comunista era arrivato a sfiorare il 20% dei consensi in paese.
''Il PCI ha avuto successo in un periodo in cui Casatenovo era guidata da un altro partito'' ha affermato Fragomeli, ricordando quanto questa storia sia servita per rafforzare l’impatto del movimento di sinistra su tutto il territorio, con un lascito culturale importante, grazie ad una politica capace di comunicare in maniera diretta con le persone.
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Remo Valsecchi

Sulla necessità di recuperare il sostegno della gente si è soffermato anche Remo Valsecchi, che ha voluto chiarire l’importanza di dare un senso alla sinistra odierna, sostenendola e creando una voce nuova.
''Abbiamo bisogno di recuperare il senso di democrazia orizzontale di cui parlava il sindaco Galbiati'' ha affermato Valsecchi. ''Dare un messaggio culturale e politico è importante sia per risvegliare coloro che hanno fatto la storia che per richiamare i giovani''.
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L’incontro è dunque entrato nel vivo con le parole di Giulia Spada, che da sempre porta avanti un forte interesse per le minoranze politiche e per le piccole comunità.
Per l’autrice, la ricerca sul PCI ha anche una dimensione personale. ''Questa ricerca per me è anche una questione di cuore: sono cresciuta con un padre comunista e ricordo bene il suo impegno'' ha affermato.
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L'autrice Giulia Spada

L’interesse dell'autrice, dunque, l’ha portata a ripercorrere l’esperienza dei comunisti a Casatenovo, comprendendo anche come i militanti abbiano trovato spazio in una realtà decisamente complessa, fortemente caratterizzata dalla presenza della chiesa cattolica.
''I compagni qui sono stati capaci di declinare il grande, rappresentato dall’istituzione, in un luogo che appariva come ostile al diverso'' ha detto.
All’interno del testo, Spada affronta con attenzione la questione della fabbrica Vismara, dove la lotta di classe assunse nel tempo una dimensione concreta.Tra gli altri temi trattati, ricordiamo poi le battaglie per la scuola, così come la salute e il pacifismo.
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All’interno della ricerca, inoltre, viene spesso richiamata anche la questione della sede di Via Verdi, inizialmente in affitto e poi acquistata dal PCI grazie ad una serie di sostenitori. Come ha raccontato Giulia Spada, si tratta di un luogo che, nel tempo, ha rappresentato molto di più di uno spazio fisico.
''Avere una sede è fondamentale perché rappresenta il luogo dove incontrarsi e lo spazio che permette alle idee di nascere e concretizzarsi'' ha spiegato.
La presenza di tutte le persone all’evento, come ha detto l’autrice, è un esempio chiaro di come, nonostante la storia istituzionale del partito sia finita, continua ad essere forte la volontà di far parte di qualcosa.
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Donato Di Santo, ex segretario della Federazione comunista provinciale

Il microfono è passato dunque a Donato Di Santo, segretario della Federazione comunista provinciale dal 1983 al 1989 e sottosegretario agli Esteri nel secondo governo Prodi, che ha ricordato nuovamente l’importanza del Comune di Casatenovo come punto di riferimento politico.
Di Santo si è soffermato ampiamente sull’importanza del confronto e delle riunioni, che erano uno stimolo per la creazione di idee sempre più affinate.
''Negli anni il partito è stato di fondamentale importanza per la questione della salute e dei diritti nelle fabbriche, lottando attraverso personalità molto forti'' ha continuato.
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Al microfono Gianni Cuperlo, esponente del Partito Democratico

Dopo l’intervento di alcuni membri del PCI della sezione di Casatenovo, che hanno condiviso pensieri e ricordato coloro che se ne sono andati, la parola è passata a Gianni Cuperlo, esponente del Partito Democratico ed ex segretario nazionale della Federazione Giovanile Comunista Italiana.
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Cuperlo ha voluto ricordare l’importanza che ancora oggi riveste la figura di Enrico Berlinguer, che continua a smuovere passione e interesse anche nei più giovani.
''Non si tratta di nostalgia, ma è come se ci sentissimo orfani di qualcosa che non è avvenuto dopo la dipartita di Berlinguer, e che racconta invece cosa la politica e la sinistra avrebbero potuto essere'' ha affermato.
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L'ospite ha voluto anche congratularsi con la scrittrice Spada per gli spunti offerti all’interno del libro, che richiamano in qualche modo anche la sua storia personale, essendo originario di Trieste e avendo quindi affrontato spesso le complessità della sua generazione nell’entrare in contatto con il PCI.
Nel corso del suo intervento, poi, Cuperlo ha voluto affrontare le polemiche sollevate da Fratelli d’Italia, contestando a sua volta le critiche rivolte all’iniziativa e richiamando invece il contributo storico del partito.
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Al termine dell’iniziativa i presenti si sono spostati nel salone di Villa Facchi per un rinfresco preparato dai ragazzi del Consorzio Desio e Brianza.
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Per riassumere, la presentazione della mattinata di sabato è stata una bella occasione per richiamare una stagione politica che continua ad essere importante nell’analisi della situazione presente.
Attraverso le testimonianze raccolte, Giulia Spada ha saputo offrire alla comunità un importante spaccato di storia politica e sociale, di Casatenovo.
S.L.F.
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