Barzanò: un Ponte della Pace per ricordare il 4 Novembre

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Un ponte per costruire la pace, coltivare l'unione e favorire un mondo senza guerra. Si potrebbe riassumere così il senso della cerimonia che si è svolta nella mattinata di oggi a Barzanò.
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In occasione della Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate, l'Amministrazione comunale ha organizzato un'iniziativa speciale e partecipata, alla presenza del Gruppo Alpini e degli alunni della scuola primaria Ada Negri. 
Al termine della messa presieduta dal parroco don Adelio Molteni, cittadini e istituzioni si sono spostati sul sagrato della chiesa per il sentito momento di deposizione della corona d'alloro alla lapide e per riflettere insieme agli studenti di classe quinta sul significato del 4 Novembre, e sull'importanza di costruire un futuro basato sulla pace. 
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"Oggi noi studenti non vogliamo ricordare solo la guerra, vogliamo costruire un ponte tra il passato e il futuro. Un ponte che unisce chi non c'è più, i soldati che hanno dato la vita per la nostra libertà, e noi bambini che siamo il futuro" hanno esordito gli alunni. 
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"Diciamo grazie a chi ha difeso il Tricolore e a chi lo difende ancora oggi, aiutandoci ogni giorno. Ogni volta che ci aiutiamo, che rispettiamo un compagno, che diciamo no ai litigi, mettiamo un mattoncino in più su questo ponte" hanno concluso, prima di realizzare mattone dopo mattone il "ponte della pace".
Al termine della costruzione dunque, alcuni studenti hanno dato lettura delle poesia scritte per l'occasione: un momento emozionante e speciale. 
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A prendere la parola al termine dell'intervento, il vicesindaco Giancarlo Aldeghi, che ha ricordato il senso profondo di questa festa, ovvero onorare le persone che hanno lottato per costruire l'Italia e ci hanno permesso di vivere in un Paese libero. 
"L'Italia unita non è sinonimo di essere tutti uguali, bensì rappresenta la capacità di ognuno di noi di essere diversi ma di scegliere di condividere una stessa strada e una stessa casa. L'Italia è stata costruire nel tempo da persone provenienti da Nord a Sud con tradizioni differenti, storie e culture diverse e anche dialetti lontani tra di loro" ha affermato Aldeghi. 
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"Ora va di moda un tipo di politica che non fa altro se non fomentare la divisione sociale e mette i cittadini gli uni contro gli altri. Doppiamo imparare invece ad essere gente coraggiosa che ogni giorno sceglie la pace" ha continuato il vicesindaco, complimentandosi con gli alunni per aver realizzato un progetto così significativo ed evocativo. 
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Spazio dunque all'intervento della dirigente scolastica Viviana Patricelli, che ha ricordato il costante lavoro della scuola nell'informare i giovani studenti in merito alla storia del nostro Paese. 
"Oggi la nostra presenza qui serve a dare un senso a quello studio. Serve a trasformare la conoscenza in memoria e la memoria in responsabilità" ha affermato.
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"Grazie a chi ha sacrificato la propria vita non per una bandiera astratta, ma per un'idea concreta di futuro: un presente in cui la libertà, la pace, la possibilità di studiare, di parlare, di scegliere, fossero possibili. Una libertà che oggi, a volte, diamo per scontata" ha concluso.
Al termine degli interventi dunque, il corteo composto da cittadini, autorità e alunni si è spostato verso il Parco delle Rimembranze.
S.L.F.
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