Barzanò: Andrea Corbetta e la passione per il poetry slam, sfide di improvvisazione tra artisti
Una figura versatile e dalle mille sfaccettature quella di Andrea Corbetta, conosciuto da molti con il nome d’arte Andy Dark Art. Residente a Barzanò e coordinatore del montaggio in un’officina meccanica, ha sempre dato ascolto alla sua grande curiosità, approcciandosi con entusiasmo e brama di conoscenza a numerose discipline e a molteplici attività. Dalla fotografia alla scultura in filo d’alluminio, dal corpo umano alla birra fatta in casa, Andrea ha sempre trovato il giusto entusiasmo per imparare qualcosa di nuovo e per condividere alcune delle sue passioni con la moglie e le due figlie.
''Fin da bambino sono sempre stato molto creativo, però quando ero piccolo era un lato ancora latente e non riuscivo a esprimermi come avrei voluto. Purtroppo, a causa del bullismo dovuto alla mia dislessia, non ho avuto un’infanzia facile, non andavo bene a scuola e non avevo legami sociali di valore. Poi a 17 anni ho fatto un brutto incidente in bicicletta e da quel momento tutto è cambiato: la mia media si è alzata parecchio e ho iniziato a costruire dei rapporti di amicizia'' ci ha raccontato il barzanese.

Una svolta che lo ha iniziato allo studio da adolescente e che lo accompagna ancora oggi all’età di 51 anni, con la consapevolezza che però questo amore per la conoscenza ha anche i suoi lati negativi: ''Da quel momento – ha continuato – non ho mai smesso di interessarmi al mondo in tutte le sue sfaccettature, una curiosità che a volte diventa ossessiva. Sono consapevole che in una vita è impossibile venire a conoscenza di qualsiasi cosa e soffro molto all’idea di non avere abbastanza tempo per imparare tutto quello che vorrei, anche se la morte non mi spaventa. Mi piacerebbe rallentare tutto ciò che ci circonda e la poesia in parte mi aiuta anche in questo''.
La poesia performativa, infatti, è una delle forme artistiche a cui si è avvicinato Andrea negli ultimi anni, alla ricerca di un’attività in grado di sostituire al meglio la musica, che non ha più potuto praticare per un problema articolare. Un approccio alla poesia inizialmente tradizionale, ma di seguito arricchito con la dimensione dinamica tipica del poetry slam, una competizione di poesia performativa in cui i poeti recitano i propri versi dal vivo, valutati da una giuria estratta dal pubblico.
''Al poetry slam mi sono avvicinato dopo aver visto un’esibizione di Simone Savogin, un artista eccezionale con cui ho avuto modo di entrare in contatto in questi anni. Appena ho iniziato a partecipare alle gare mi sono accorto che le parole arrivavano meglio al pubblico e che collegare la musicalità al testo ti portava ad avere maggiore attenzione. Così ora immagino un soggetto, scrivo una bozza sviluppandola a blocchi, la strutturo in una prosa di poesia e la modifico in base alla sua recitazione e sonorità, così da espandere i concetti con la melodia'' ha svelato Andrea.
Oltre alla struttura, anche le tematiche trattate nei suoi versi assumono una notevole importanza, a partire dalla sofferenza che l’essere umano inevitabilmente sperimenta: ''Un lavoro che faccio spesso con la poesia – ha aggiunto – è cercare di immedesimarmi nei sentimenti degli altri, in particolare delle persone che soffrono. La sofferenza è tangibile per la vita perché in essa puoi trovare un punto di luce che è molto brillante, così come al contrario nella felicità c’è sempre un punto di buio. Il dolore e la depressione sono due realtà con cui ho avuto a che fare anch’io e quando sei in grado di frenarle e di guardale da lontano con consapevolezza allora riesci a scrivere le cose più belle''.

Una passione per la poesia che lo spinge appena possibile a partecipare a competizioni per il territorio, a moderarne altre, tra cui il poetry slam avvenuto a Casatenovo per la rassegna Intrecci (ne abbiamo parlato QUI), e a pubblicare una raccolta poetica personale dal titolo ''Sono solo un suono. Poesie di una folle anima irrequieta''.
''Nel volume ci sono alcuni testi divertenti e molti versi personali, però è una raccolta che inizia a starmi stretta. L’evoluzione ti porta al cambiamento e a nuove maturazioni, vedremo come questa crescita cambierà me e il mio modo di scrivere'' ha concluso Andrea.

Andrea Corbetta
''Fin da bambino sono sempre stato molto creativo, però quando ero piccolo era un lato ancora latente e non riuscivo a esprimermi come avrei voluto. Purtroppo, a causa del bullismo dovuto alla mia dislessia, non ho avuto un’infanzia facile, non andavo bene a scuola e non avevo legami sociali di valore. Poi a 17 anni ho fatto un brutto incidente in bicicletta e da quel momento tutto è cambiato: la mia media si è alzata parecchio e ho iniziato a costruire dei rapporti di amicizia'' ci ha raccontato il barzanese.

Una svolta che lo ha iniziato allo studio da adolescente e che lo accompagna ancora oggi all’età di 51 anni, con la consapevolezza che però questo amore per la conoscenza ha anche i suoi lati negativi: ''Da quel momento – ha continuato – non ho mai smesso di interessarmi al mondo in tutte le sue sfaccettature, una curiosità che a volte diventa ossessiva. Sono consapevole che in una vita è impossibile venire a conoscenza di qualsiasi cosa e soffro molto all’idea di non avere abbastanza tempo per imparare tutto quello che vorrei, anche se la morte non mi spaventa. Mi piacerebbe rallentare tutto ciò che ci circonda e la poesia in parte mi aiuta anche in questo''.
La poesia performativa, infatti, è una delle forme artistiche a cui si è avvicinato Andrea negli ultimi anni, alla ricerca di un’attività in grado di sostituire al meglio la musica, che non ha più potuto praticare per un problema articolare. Un approccio alla poesia inizialmente tradizionale, ma di seguito arricchito con la dimensione dinamica tipica del poetry slam, una competizione di poesia performativa in cui i poeti recitano i propri versi dal vivo, valutati da una giuria estratta dal pubblico.



Una passione per la poesia che lo spinge appena possibile a partecipare a competizioni per il territorio, a moderarne altre, tra cui il poetry slam avvenuto a Casatenovo per la rassegna Intrecci (ne abbiamo parlato QUI), e a pubblicare una raccolta poetica personale dal titolo ''Sono solo un suono. Poesie di una folle anima irrequieta''.
''Nel volume ci sono alcuni testi divertenti e molti versi personali, però è una raccolta che inizia a starmi stretta. L’evoluzione ti porta al cambiamento e a nuove maturazioni, vedremo come questa crescita cambierà me e il mio modo di scrivere'' ha concluso Andrea.
C.Fu.


















