Barzanò: un male incurabile spezza i sogni di Saverio, marito e papà

Il trapianto al cuore gli aveva donato una seconda possibilità, una vita nuova. E dopo qualche tempo era arrivata pure la gioia di diventare papà. Il lieto fine però, in questa storia non c'è stato: la malattia che lo aveva colpito negli scorsi mesi purtroppo, si è rivelata più forte di tutto e non gli ha lasciato scampo.
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Alcune immagini di Saverio Lamari con Beatrice e la piccola Anthea

Si è spento questa mattina Saverio Lamari, 53 anni. Calabrese d'origine, ma brianzolo d'adozione, l'uomo viveva a Barzanò insieme alla moglie Beatrice Proserpio e alla piccola Anthea, la bimba che i due avevano fortemente voluto e arrivata grazie alla procreazione medicalmente assistita.
Una storia intrisa di emozioni e di momenti belli, ma anche duri, quella della coppia, che era stata raccontata in due volumi: quello scritto dalla moglie dopo il trapianto di cuore subito dal consorte (Fra i battiti del tuo cuore ndr) e quello dedicato alla nuova vita che, non senza difficoltà, i due avevano generato (Fra i battiti dei nostri cuori ndr). Libri per veicolare un messaggio di speranza che la donna ha avuto modo di presentare anche in alcune occasioni pubbliche promosse in sinergia con l'Aido, rendendo così nota - con semplicità e orgoglio - la storia della sua famiglia.
Il periodo difficile che pareva essere ormai alle spalle dopo la nascita di Anthea, si è ripresentato negli scorsi mesi nella vita del 53enne con una nuova malattia che, particolarmente feroce, ha spezzato per sempre i sogni dell'uomo e dei suoi cari.
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Di seguito il ricordo di Saverio - i cui funerali si terranno giovedì 9 luglio alle 9.30 nella chiesa di San Vito a Barzanò - che un'amica di famiglia ha voluto condividere in questo momento di grande dolore:
Stamattina Saverio, il papà di Anthea ci ha lasciati, per colpa di un male incurabile. La famiglia tutta e gli amici sono profondamente colpiti da questa perdita. Un ragazzo sempre gentile e sempre con il sorriso sulle labbra. Abbiamo condiviso risate, serate, parole e anche silenzi, che porterò sempre con me.
"Caro Saverio, non avrei mai immaginato tutto questo. Ci siamo conosciuti più di 20 anni fa al Sir Jack, io ero con Bea e tu ci hai pagato il conto, da lì è iniziata la vostra storia.
Anche se il destino ci separa, nulla potrà mai cancellare i ricordi che mi accompagneranno per sempre: il tuo sorriso, le tue risate e persino le tue imprecazioni in dialetto calabrese resteranno nel mio cuore.
Ti auguro pace e amore. Libero da quel corpo che negli ultimi mesi non poteva più parlare, mangiare, bere. Ti porterò sempre con me come il ragazzo incontrato vent'anni fa al Sir Jack e per tutto quello che abbiamo condiviso e non per la malattia. Veglia sempre su di noi ed in particolare sulla tua piccola Anthea e su Bea, ne hanno profondamente bisogno. Fai buon viaggio, non ti dimenticherò mai. Questo non è un addio ma un arrivederci. 
Con immenso affetto,
Simona
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