Ancora sulla Popillia Japonica
Articolo: Fragomeli, Popillia Japonica: ''Regione rinvia la mia mozione urgente''
Messaggio: Leggo sul sito del servizio fitoiatrico lombardo che i primi avvistamenti del fitofago nei nostri areali risalgono al 2014. Trascorsi 12 anni osservo ancora affermazioni del tipo: ''siamo in fase di monitoraggio e di contenimento della diffusione''.
Un decennio e’ un lasso di tempo più che sufficiente per avviare ricerche scientifiche di lotta biologica integrata valide per contrastare il parassita. L’insetto si sta espandendo in maniera esponenziale perché, allo stato attuale, non ha nemici naturali che ne contrastino la diffusione. Ai più forse è passato inosservato, non certamente agli orticoltori hobbisti come me, la scomparsa della cimice asiatica dai nostri frutteti.
Questo insetto fino a qualche anno fa, con le sue punture, creava danni ingenti a meli, pere e altri frutti.
Orbene, la cimice è stata tenuta a bada con il rilascio della vespa samurai che parassitizza le uova, impedendone la riproduzione. Così dovrebbe essere impostata la strategia per combattere la popilla japonica: con investimenti mirati a sostegno di una seria ricerca che coinvolga istituti di ricerca e università.
Ho trovato alquanto deludenti e sconfortanti le affermazioni dell’assessore all’agricoltura della Regione Lombardia di qualche giorno fa, che sosteneva di evitare inutili allarmismi, che i danni alle piante sono limitati e che la vegetazione è in grado di riprendersi nel tempo.
Credo che la realtà sia ben diversa come dimostrano anche le fotografie a supporto del vostro articolo.
Cordialità
Messaggio: Leggo sul sito del servizio fitoiatrico lombardo che i primi avvistamenti del fitofago nei nostri areali risalgono al 2014. Trascorsi 12 anni osservo ancora affermazioni del tipo: ''siamo in fase di monitoraggio e di contenimento della diffusione''.
Un decennio e’ un lasso di tempo più che sufficiente per avviare ricerche scientifiche di lotta biologica integrata valide per contrastare il parassita. L’insetto si sta espandendo in maniera esponenziale perché, allo stato attuale, non ha nemici naturali che ne contrastino la diffusione. Ai più forse è passato inosservato, non certamente agli orticoltori hobbisti come me, la scomparsa della cimice asiatica dai nostri frutteti.
Questo insetto fino a qualche anno fa, con le sue punture, creava danni ingenti a meli, pere e altri frutti.
Orbene, la cimice è stata tenuta a bada con il rilascio della vespa samurai che parassitizza le uova, impedendone la riproduzione. Così dovrebbe essere impostata la strategia per combattere la popilla japonica: con investimenti mirati a sostegno di una seria ricerca che coinvolga istituti di ricerca e università.
Ho trovato alquanto deludenti e sconfortanti le affermazioni dell’assessore all’agricoltura della Regione Lombardia di qualche giorno fa, che sosteneva di evitare inutili allarmismi, che i danni alle piante sono limitati e che la vegetazione è in grado di riprendersi nel tempo.
Credo che la realtà sia ben diversa come dimostrano anche le fotografie a supporto del vostro articolo.
Cordialità
Alessandro


















