Lomaniga: niente semaforo in Via Alpi. Torna l'ipotesi peduncolo

Alla fine il semaforo non si farà. L'Amministrazione di Missaglia ha optato per un ''dietro-front'' rispetto all'ipotesi resa nota in consiglio comunale qualche settimana fa, dall'assessore ai lavori pubblici Daniela Valagussa. In quella circostanza (clicca QUI per visualizzare l'articolo) l'amministratrice aveva anticipato l'intenzione di destinare parte dell'avanzo di bilancio, alla sistemazione viabilistica di Via Alpi a Lomaniga, l'arteria che collega la SP54 al nucleo storico della frazione. 
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Un paio di immagini d'archivio di Via Alpi

La soluzione era stata individuata in un semaforo che – unitamente ad altri dispositivi da posizionare in corrispondenza delle intersezioni - disciplinasse il senso unico alternato di marcia nella parte più stretta della strada. Il tutto per una spesa prevista (per opere di scavo e sistemazione stradale) di 55mila euro, inferiore a quanto non fosse stato ipotizzato in prima battuta. 
L'ipotesi però, non era stata accolta di buon grado dalla cittadinanza. Alcuni residenti, appresa la notizia tramite la stampa, avevano espresso il proprio malcontento in una nota condivisa (ne avevamo parlato QUI), lamentando l'assenza di coinvolgimento da parte del Comune. I residenti avevano riferito di non essere stati informati in merito al progetto, circostanza ritenuta grave da molti abitanti, che avevano chiesto un incontro ufficiale al sindaco, esprimendo ulteriori perplessità circa l'ipotesi valutata dall'Amministrazione.
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''Temiamo che l’introduzione di impianti semaforici possa aumentare sensibilmente traffico e code in Via Alpi e nelle vie adiacenti – avevano scritto i residenti, annunciando l'intenzione di raccogliere le firme – ma anche provocare maggior inquinamento atmosferico e acustico dovuto alle continue soste e ripartenza dei veicoli e dunque danneggiare la zona protetta della Valle del Curone''. 
Per alcuni lomanighesi il rischio era quello che la viabilità conoscesse un incremento anche nelle fasce orarie meno trafficate, creando ulteriori disagi quotidiani ai residenti e agli utenti della strada che faticano anche a trovare dei posti auto ''a causa della totale mancanza di manutenzione della Via che si protrae da anni''. 
La richiesta di confronto è stata accolta dall'Amministrazione Redaelli che nell'incontrare la cittadinanza a inizio mese, qualche giorno dopo rispetto alla serata del Giro Frazioni, ha annunciato la volontà di accantonare l'ipotesi semaforo proprio in virtù della scarsa condivisione della stessa da parte dei lomanighesi.
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''Avevamo soltanto chiesto un preventivo'' ha precisato il primo cittadino, specificando che nulla era stato deciso in via ufficiale e che la contrarietà dei residenti ha spinto la maggioranza a rivalutare la questione. ''L'unica certezza sono le risorse, circa 70mila euro, che vogliamo destinare alla sistemazione della viabilità a Lomaniga''.
Si tornerà dunque all'idea originaria: il cosiddetto peduncolo, ovvero l'apertura di un anello che consenta il collegamento diretto tra Via Alpi e Via Leonardo da Vinci (zona ex asilo, oggi nido) per superare le criticità relative al calibro stradale, che non permette – perlomeno per l'intera lunghezza - il transito veicolare a doppio senso di marcia e quello dei mezzi pesanti e/o di soccorso. In sostanza l'obiettivo è quello di creare un anello di collegamento tra le due strade, con entrata da Via da Vinci e uscita da Via Alpi, ad eccezione del primo tratto di entrambe le arterie, che resterebbe percorribile a doppio senso di marcia. 
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Se alcuni limiti dal punto di vista amministrativo ed economico, avevano spinto la giunta Redaelli a valutare un'altra soluzione (nello specifico il semaforo), ora la volontà è quella di superarli una volta per tutte.
Per questa ragione, oltre ad un paio di incontri con i residenti di Via da Vinci ed altrettanti sopralluoghi, il Comune ha incaricato un professionista di studiare la situazione e presentare delle soluzioni progettuali.
G.C.
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