Missaglia: anche il sindaco ''tende la mano'' ai giovani

Dopo l'intervento di don Andrea Scaltritti – che ha offerto ai ragazzi la possibilità di utilizzare l'oratorio, lanciando tuttavia un appello agli adulti affinchè contribuiscano all'apertura e alla gestione degli spazi – nelle scorse ore ad intervenire nel dibattito apertosi dopo la lettera scritta a Casateonline da un gruppo di giovani missagliesi, è stato il sindaco Paolo Redaelli. Proprio a quest'ultimo i concittadini si erano rivolti, lamentando la mancanza di luoghi deputati all'aggregazione. Un'assenza che li costringerebbe a riunirsi in Piazza o comunque negli spazi pubblici a ridosso delle abitazioni, circostanza che da mesi sta alimentando lo ''scontro'' con i residenti. Nella zona a margine della Basilica, in particolare, l'esasperazione montante ha portato alcune famiglie a promuovere una petizione con una ventina di firme, protocollata in municipio e trasmessa per conoscenza anche alle forze dell'ordine.
Il sindaco, nella lettera inviataci quest'oggi e che pubblichiamo di seguito, tende la mano ai ragazzi, mostrandosi disponibile al confronto. Le sue parole tuttavia, sono chiare: ciascuno è chiamato a fare la propria parte, anche in termini di responsabilità, per rendere possibile una convivenza serena.
''Capisco quello che scrivete quando dite di voler ''semplicemente stare insieme'' e di non avere sempre la possibilità di frequentare locali o altri luoghi. Allo stesso tempo, però, vivere un paese significa trovare un equilibrio tra esigenze diverse: quelle dei ragazzi che vogliono incontrarsi, giocare e stare insieme e quelle dei residenti che hanno diritto alla tranquillità e al rispetto'' scrive Redaelli a nome dell'Amministrazione, invitando i giovani ad un incontro. ''Partiamo da questa vostra lettera e proviamo, insieme, a costruire un percorso che possa portare a una soluzione''.
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Di seguito la lettera integrale del sindaco di Missaglia:
Cari ragazzi,

ho letto con una stretta al cuore la lettera che avete mandato a Casateonline e ho sentito riecheggiare dentro di me quella vostra domanda: “Dove dovrebbero andare i ragazzi quando desiderano semplicemente stare insieme?”

È una domanda che mi sono fatto anch'io, tutte le volte che sono intervenuto per incontrarvi nei luoghi dove alcuni residenti segnalavano un disagio legato alla vostra presenza, soprattutto per il rumore nelle ore serali.

È vero: vi ritrovate in spazi pubblici (o ad uso pubblico), ma questo non significa che in quei luoghi si possa fare qualsiasi cosa a tutte le ore. Se ci si ritrova alle 22 e si condivide la compagnia degli amici fino a metà notte, chi abita lì vicino e deve dormire può trovarsi in difficoltà.

Alle prime segnalazioni sono passato personalmente, parlando con voi e spiegandovi che alcuni comportamenti potevano creare disagio. Poi ho chiesto ai Carabinieri di passare e, successivamente, di procedere alle identificazioni. Sono stati diversi momenti di intervento, nella speranza di farvi comprendere la situazione e di trovare un equilibrio senza arrivare a una contrapposizione.

A seconda dei luoghi di ritrovo, in varie occasioni abbiamo anche trovato recinzioni divelte, strutture danneggiate o luoghi lasciati sporchi e sempre ci siamo attivati per ripristinarli. Anche questo è un aspetto che dobbiamo tenere presente, evitando però di attribuire a tutti responsabilità per comportamenti che magari riguardano soltanto alcuni.

Avrei preferito che qualcuno di voi mi avesse contattato quando sono passato a parlarvi come vi avevo invitato a fare nelle diverse occasioni in cui ci siamo incontrati nei luoghi dove vi ritrovavate.

Ricordo anche quando ho ''preso in prestito'' la palla con cui stavate giocando, invitandovi a venire a riprenderla in Comune. Anche quello voleva essere un modo per incontrarci e parlarci.

Non è mai successo che qualcuno scrivesse oppure venisse a chiedermi un incontro, anche solo per riavere uno dei palloni ''presi in prestito'', ma questa lettera può essere finalmente l'occasione per iniziare quel confronto che fino ad oggi è mancato.

Capisco quello che scrivete quando dite di voler ''semplicemente stare insieme'' e di non avere sempre la possibilità di frequentare locali o altri luoghi.

Allo stesso tempo, però, vivere un paese significa trovare un equilibrio tra esigenze diverse: quelle dei ragazzi che vogliono incontrarsi, giocare e stare insieme e quelle dei residenti che hanno diritto alla tranquillità e al rispetto.

Non vogliamo che vi sentiate un problema di ordine pubblico, né tantomeno che vi sentiate indesiderati nel vostro paese. Ma tutti dobbiamo fare la nostra parte perché la presenza negli spazi pubblici sia compatibile con il rispetto delle persone e dei luoghi.

Per questo vi propongo di incontrarci.

Venite in Comune a parlarmi: scrivete una mail sindaco@comune.missaglia.lc.it
oppure prendete un appuntamento chiamando al 0399241232.
Farò da tramite: gli assessori ed io ci siamo.

Partiamo da questa vostra lettera e proviamo, insieme, a costruire un percorso che possa portare a una soluzione.

Vi aspettiamo.


Paolo Redaelli, Sindaco di Missaglia
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